Algoritmo per l’utilizzo dei marker biochimici di turnover osseo nella diagnosi, valutazione e follow-up del trattamento dell’osteoporosi
I “marker” di turnover osseo sono indicatori biochimici che misurano il fisiologico processo di formazione e riassorbimento della massa ossea direttamente dal siero e potrebbero essere utili per il management dell’osteoporosi. Le indicazioni nella pratica clinica su quali marker utilizzare e quando sono ad oggi ancora argomento di dibattito.A questo scopo, quest’anno sono stati pubblicati i risultati di una Consensus tenutasi il 5 Febbraio 2019 a Ginevra basata sull’opinione di esperti di metabolismo osseo, specialisti di diverse discipline mediche, su come utilizzare efficacemente i marker di turnover osseo nei pazienti affetti da osteoporosi. I risultati sono stati approvati dalla European Society on Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases (ESCEO).Il lavoro condotto da Lorentzon et al. afferma che tra i vari possibili indicatori di turnover osseo, i più affidabili sono il pro-peptide N-terminale del pro-collagene di tipo I (PINP) per la neoformazione, e il telopeptide C-terminale del collagene di tipo I (bCTX) per il riassorbimento osseo. Sebbene non possano essere utilizzati propriamente per la diagnosi di osteoporosi e correlino relativamente poco con la perdita di densità minerale ossea, il loro andamento sembra essere legato al rischio fratturativo nel breve periodo e possono essere pertanto spia di una possibile osteoporosi secondaria.Inoltre, è stato suggerito il loro utilizzo nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia in pazienti che assumono bisfosfonati orali, e nei pazienti in trattamento con anticorpo monoclonale umano anti-rank lingando (denosumab), nella critica fase di transizione dalla terapia biologica [...]