La parola agli scienziati: supplementazioni di calcio e vitamina D aiutano le ossa
Tra il 15 e il 17 dicembre scorso si è tenuto l’XI Congresso OrtoMed. Come ogni anno è stata attribuita la Medaglia OrtoMed, che quest’anno è andata a René Rizzoli, dell’Università di Ginevra, il quale ha presentato una relazione sulla gestione della supplementazione di calcio nella cura dell’osteoporosi. Questo tema, di grande rilevanza e attualità, è stato recentemente anche l’argomento di un articolo, apparso su “Osteoporosis International” e dedicato al Consensus Meeting tenutosi tra gli esperti della “European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases” (ESCEO) e della “International Foundation for Osteoporosis” (IOF). Il Meeting ha avuto il duplice scopo di valutare le attuali conoscenze riguardo all’efficacia della supplementazione con calcio (in particolare in combinazione con la vitamina D), allo scopo di ridurre il rischio di fratture, ma anche di analizzare alcune istanze che sostenevano la possibilità di effetti negativi per la salute derivanti da tale supplementazione, istanze che avevano causato una certa confusione tra gli operatori sanitari e i pazienti. La Professoressa Maria Luisa Brandi, docente di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Firenze e unico Autore italiano a far parte di tale studio, ci ha spiegato che, essendo ormai noto che a partire dai 50 anni di età sia nella donna sia nell’uomo si assiste a una progressiva riduzione della massa ossea che può rendere le ossa più fragili e pertanto facilitare le fratture, “la prevenzione diventa fondamentale e può essere [...]