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Chirurgia preventiva per la frattura del femore: strategie per il futuro

Nell’ambito del 17° Congresso WCO-IOF-ESCEO tenutosi a Firenze dal 23 al 26 marzo 2017 la Fondazione FIRMO ha organizzato nell’auditorium dell’Hotel Albani di Firenze, una giornata di studio dal titolo “La Chirurgia Preventiva nel Paziente ad Alto Rischio di Frattura di Femore”. L’incontro è stato aperto dall’intervento della Professoressa Maria Luisa Brandi, che ha illustrato le condizioni dell’osteoporosi severa; ha proseguito la Dottoressa Luisella Cianferotti, che ha parlato dei metodi di misurazione della resistenza ossea; la parola è poi passata al Professor Umberto Tarantino, che si è occupato di illustrare l’epidemiologia delle fratture da fragilità in Italia. Da parte del Dottor Simone Parri, si è avuto invece un approfondimento relativamente alla diffusione delle fratture dell’anca e delle rifratture in Toscana, dati che è stato possibile ricavare grazie a uno studio patrocinato dalla Regione Toscana; infine il Professor James Hope, ha illustrato le nuove possibilità di intervento chirurgico grazie all’utilizzo di materiali osteoconduttivi ed osteoinduttivi.

2018-03-05T16:26:49+01:0028 Marzo 2017|

Chirurgia preventiva per la frattura del femore: strategie per il futuro

Dal 23 al 26 marzo 2017 Firenze ha ospitato scienziati di tutto il mondo, raccolti per il 17° Congresso WCO-IOF-ESCEO. In questo contesto la Fondazione FIRMO ha organizzato nell’auditorium dell’Hotel Albani di Firenze, una giornata di studio dal titolo “La Chirurgia Preventiva nel Paziente ad Alto Rischio di Frattura di Femore”, che si è tenuta il 21 marzo alla presenza di un folto pubblico. Il problema delle fratture da osteoporosi è purtroppo drammaticamente gravoso per la nostra società, ed è destinato ad aumentare il suo peso, se non si provvederà al più presto, a causa dell’innalzamento dell’aspettativa di vita. In questo contesto, se diventa indispensabile agire con una massiccia opera di prevenzione per limitare l’incidenza dell’osteoporosi, è altrettanto importante adottare metodi di cura e sostegno efficaci per coloro che invece sono stati già colpiti dalla malattia, e cercare di restituirli a una vita dignitosa e il più possibile indipendente.

2017-12-11T14:15:06+01:0027 Marzo 2017|

FirmoLab: il Laboratorio Congiunto con l’Università di Firenze

Nel febbraio 2016, in occasione delle celebrazioni per il decennale, la Fondazione FIRMO, ha presentato al pubblico il proprio fiore all’occhiello, il Laboratorio di Ricerca FirmoLab, nato per occuparsi delle malattie rare dell’osso, con particolare riguardo ai disturbi della mineralizzazione. Il Laboratorio si è una struttura rivoluzionaria nel campo della ricerca italiana, un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato. L’innovativo pool di partner a sostegno del Laboratorio è infatti rappresentato dalla Fondazione FIRMO, con il suo know-how e la direzione scientifica della Professoressa Maria Luisa Brandi, presidente di FIRMO e Ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Firenze; dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze, che ha reso disponibili gli spazi che ospitanti il Laboratorio; e dall’Università di Firenze, attraverso le figure di ricercatori dedicati allo studio del metabolismo osseo. Il percorso di crescita del Laboratorio si è ora arricchito di un altro step, destinato a incidere positivamente nell’attività dell’Istituto. Una recente Convenzione, siglata il 13 novembre 2017 tra i tre Enti fondatori, ha ufficialmente sancito per FirmoLab lo status di Laboratorio Congiunto di Ricerca con l’Università di Firenze, la cui amministrazione contabile diventa di pertinenza del Dipartimento di Medicina e Chirurgia Traslazionale dell’Università. Un passo che significa molto per il Laboratorio e che consentirà di dare ulteriore impulso all’attività della struttura, ottimizzare le risorse e ampliare il peso specifico del Laboratorio. In questo modo l’attività di ricerca potrà proseguire più speditamente, con la consapevolezza che la comprensione approfondita del processo di [...]

2017-12-11T14:15:27+01:0021 Febbraio 2017|

La parola agli scienziati: supplementazioni di calcio e vitamina D aiutano le ossa

Tra il 15 e il 17 dicembre scorso si è tenuto l’XI Congresso OrtoMed. Come ogni anno è stata attribuita la Medaglia OrtoMed, che quest’anno è andata a René Rizzoli, dell’Università di Ginevra, il quale ha presentato una relazione sulla gestione della supplementazione di calcio nella cura dell’osteoporosi. Questo tema, di grande rilevanza e attualità, è stato recentemente anche l’argomento di un articolo, apparso su “Osteoporosis International” e dedicato al Consensus Meeting tenutosi tra gli esperti della “European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases” (ESCEO) e della “International Foundation for Osteoporosis” (IOF). Il Meeting ha avuto il duplice scopo di valutare le attuali conoscenze riguardo all’efficacia della supplementazione con calcio (in particolare in combinazione con la vitamina D), allo scopo di ridurre il rischio di fratture, ma anche di analizzare alcune istanze che sostenevano la possibilità di effetti negativi per la salute derivanti da tale supplementazione, istanze che avevano causato una certa confusione tra gli operatori sanitari e i pazienti. La Professoressa Maria Luisa Brandi, docente di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Firenze e unico Autore italiano a far parte di tale studio, ci ha spiegato che, essendo ormai noto che a partire dai 50 anni di età sia nella donna sia nell’uomo si assiste a una progressiva riduzione della massa ossea che può rendere le ossa più fragili e pertanto facilitare le fratture, “la prevenzione diventa fondamentale e può essere [...]

2017-12-11T14:15:27+01:0016 Febbraio 2017|

La parola agli scienziati: supplementazioni di calcio e vitamina D aiutano le ossa

L’XI Congresso OrtoMed ha visto l’assegnazione della Medaglia OrtoMed, un premio conferito a specialisti che si siano particolarmente distinti nella ricerca scientifica nel settore delle malattie metaboliche dell’osso e delle loro ricadute in campo ortopedico. Il premio di quest’anno è andato a René Rizzoli, dell’Università di Ginevra, il quale ha presentato una relazione sulla gestione della supplementazione di calcio nella cura dell’osteoporosi. Questo tema, di grande rilevanza e attualità, è stato recentemente anche l’argomento di un articolo, apparso su “Osteoporosis International” e dedicato al Consensus Meeting tenutosi tra gli esperti della “European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases” (ESCEO) e della “International Foundation for Osteoporosis” (IOF). Il Meeting ha avuto il duplice scopo di valutare le attuali conoscenze riguardo all’efficacia della supplementazione con calcio (in particolare in combinazione con la vitamina D), allo scopo di ridurre il rischio di fratture, ma anche di analizzare alcune istanze che sostenevano la possibilità di effetti negativi per la salute derivanti da tale supplementazione, istanze che avevano causato una certa confusione tra gli operatori sanitari e i pazienti. Sulla base dei dati attuali, il gruppo di esperti del Consensus Meeting ha tratto sette punti conclusivi, i quali affermano che le evidenze attuali dimostrano l’efficacia dell’uso di supplementi di calcio e vitamina D nei pazienti ad alto rischio di carenza e negli individui che ricevono un trattamento specifico per l’osteoporosi, mentre non ci sono al momento evidenze che supportino [...]

2017-12-11T14:15:27+01:0022 Dicembre 2016|
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